Vi ho parlato qualche giorno fa di un programma gratis e open source, Blender, grazie al quale è possibile creare animazioni 3D, videogiochi, grafica digitale.
Con questo video, che vi consiglio di vedere nella sua massima risoluzione (720p), vi mostro alcune delle potenzialità di questo programma in merito a texture mapping, movimento di videocamera e oggetto, effetti lenticolari, luci. E' un video molto breve, di 50 secondi.
Il tutorial su come creare questa e molte altre animazioni lo potete trovare sul canale Youtube di Andrew Price (un drago nelle animazioni con Blender!).
Era il 1995 quando un’anonima casa
cinematografica, la “Pixar Animation Studios”, esordiva con il suo primo
lungometraggio interamente realizzato al computer: Toy Story. Oggi,
dopo 16 anni, questo tipo di animazione ha raggiunto livelli di
dettaglio e di qualità impensabili fino a qualche anno fa, grazie ai
capolavori distribuiti da Pixar (in collaborazione con Walt Disney
Pictures) e da Dreamworks. Queste case cinematografiche utilizzano
software di grafica tridimensionale costosi e complessi, come
“Renderman” o “Maya”. Ma non sono gli unici.
Blender è l’unico programma nel suo genere che, nonostante sia
completamente gratuito, dà la possibilità di creare animazioni 3D e
programmare videogiochi con qualità eccellenti, concorrenziali nei
confronti dei suoi rivali a pagamento. Come riportato nella prima pagine
del sito ufficiale di Blender, www.blender.org, “Blender is the free
open source 3D content creation suite, available for all major operating
systems under the GNU General Public License” (ovvero “Blender è la
suite libera e open source per la creazione di contenuti 3D, disponibile
per i più importanti sistemi operativi, sotto licenza GNU GPL).
L’interfaccia e la struttura di Blender sono abbastanza intuitive, e
l’ingente quantità di tutorial presente nel web consente un
apprendimento rapido delle tecniche basilari per poter utilizzare il
software.
Lo sviluppo di un’animazione 3D consiste nel creare oggetti
tridimensionali più o meno complessi e di muoverli nello spazio e nel
tempo. Quest’ultimo viene misurato in frame, che corrisponde a un
fotogramma (generalmente 24 frame equivalgonoa 1 secondo). In ogni
fotogramma l’oggetto assume una posizione lievemente diversa rispetto al
precedente e al successivo, e con il susseguirsi rapidissimo di frame
esso sembrerà muoversi in maniera fluida. È interessante sottolineare
che questa è la tecnica originaria che sta alla base di un’animazione:
il metodo è quindi lo stesso che utilizzarono i fratelli Lumieres nel
1892, in occasione della prima proiezione cinematografica. Una volta
elaborate le immagini e i movimenti degli oggetti in questione,
bisognerà attuare il “rendering”, ossia sfruttare un comando già
implementato nel programma che consentirà al computer di elaborare
un’animazione di alta qualità dotata di luci, ombre e dettagli gestiti
dall’utente in fase di programmazione e degne dei migliori film
d’animazione cinematografici. Queste operazioni, che inizialmente
potrebbero sembrare complicate, saranno padroneggiate in poche ore
dall’utente: provare per credere.
Il link principale, dal quale si può scaricare il programma, insieme a
numerosi tutorial e informazioni inerenti alla programmazione 3D, è
www.blender.org.
Per constatare le straordinarie potenzialità di questo software è
sufficiente guardare uno dei 4 film creati sfruttando Blender: il
cortometraggio “Sintel”.